sabato, 18 novembre 2006

A deciderlo è stato il Tribunale civile di Milano, con una sentenza destinata a far discutere: in attesa della sentenza definitiva per una causa di risarcimento legata a una violenza sessuale su minore, i giudici hanno autorizzato a mettere sotto sequestro conservativo i beni immobili dei genitori dei seviziatori, anch'essi ragazzi e tutti minorenni. Tutto inizia a Milano tra il dicembre del 2001 e il gennaio del 2003. Per 14 lunghi mesi, un gruppo di 5 ragazzini abusa ripetutamente di una compagnia di giochi di 11 anni. Molestie riprese con il telefonino, accompagnate da minacce in caso di denuncia. Un lungo tunnel dell'orrore che termina solo quando la piccola racconta tutto ai genitori. Al processo presso il Tribunale dei minori i ragazzi vengono anche messi alla prova, i servizi sociali li tengono sotto osservazione, ma 3 di loro non prendono coscienza della gravità di quanto compiuto. E continuano a sostenere che la ragazzina era consenziente. Ad appoggiarli ci sono i genitori, nonostante la drammatica testimonianza della ragazza in aula. Poi le condanne - sospese dalla condizionale - tutte sotto 3 anni grazie al rito abbreviato. A quel punto parte anche la richiesta di risarcimento, una delle famiglie inizia a vendere i propri beni. Scatta così la decisione del tribunale civile: per garantire la vittima e la sua famiglia vengono sequestrati i beni dei genitori dei ragazzi, perché - hanno scritto i giudici nelle motivazioni - tra i compiti della famiglia c'è anche l'educazione delle modalità relazionali con l'altro sesso.

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postato da: fersal alle ore 17:23 | Permalink | commenti (2)
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